Governo, popolarità in ribasso per colpa di Europa ed Etruria

(articolo per Il Fatto Quotidiano – scritto con Andrea Piazza)

Per Matteo Renzi e il suo governo non è un periodo facile. Solo per stare alle cronache più recenti, ci sono stati: la polemica tra il premier e il presidente della Commissione europea Juncker; la tempesta sui mercati generata dai dubbi della Bce sulla solidità del nostro sistema bancario; le questioni relative al caso Boschi-Etruria; lo scontento della minoranza Pd sull’appoggio di Verdini alla riforma costituzionale; la controversa nomina di Marco Carrai come consulente del governo sulla cyber security; le resistenze dei cattolici Pd sul ddl Cirinnà.
Continua a leggere

Annunci

I nostri sì al governo Monti

Basta con i populisti: ecco perché abbiamo fiducia nel nuovo esecutivo

I giorni che hanno preceduto la formazione del governo Monti sono stati densi delle più svariate riflessioni. Il tema principale intorno a cui si sono versati fiumi d’inchiostro è stato sostanzialmente il trattarsi di un esecutivo “tecnico”. E ciò per il fatto di avere una genesi non partitica e non post-elettorale, come peraltro si conviene ad un esecutivo insediatosi in una situazione di gravissima emergenza economica a seguito di una crisi di governo. Continua a leggere

Le inascoltate contro-manovre delle opposizioni

Alla fine non sono servite, visto che il governo ha tranciato ogni possibilità di emendamento in sede parlamentare con l’apposizione della fiducia sul testo della manovra economica. Ma intanto le opposizioni (dal Terzo Polo al Partito democratico, passando per l’Idv) avevano da tempo presentato le loro controproposte per rendere più equa ed efficace una manovra che, a detta di tutti gli economisti, colpisce ancora una volta le fasce più deboli e avrà effetti depressivi sulla crescita. Continua a leggere

“Sì” definitivo alla riforma Gelmini

ROMA – Alla fine, seppur con un giorno di ritardo sulla tabella di marcia prevista, la contestatissima “riforma Gelmini” è stata approvata ieri in via definitiva. A dire l’ultima parola è stato il Senato, con 161 voti favorevoli (la maggioranza necessaria era di 133), 98 contrari e 6 astenuti. Continua a leggere

Dopo il 14 dicembre: “governicchio” o elezioni anticipate?

Martedì 14 dicembre, il giorno in cui il governo Berlusconi ha ottenuto la fiducia alla Camera dei Deputati con 314 voti a favore, 311 contro e 2 astenuti. Una giornata decisiva, ma non risolutiva. E il perché è presto spiegato: nonostante l’esito – positivo – della votazione parlamentare (nello stesso giorno il governo ha ottenuto anche la fiducia del Senato con 162 voti contro 146) è emerso con tutta evidenza che l’attuale maggioranza di centrodestra, imperniata sull’asse PDL-Lega, non solo non ha la maggioranza assoluta dei membri della Camera, ma nemmeno può sperare realisticamente di far passare alcun provvedimento governativo, a meno di clamorose defezioni ed assenze tra i banchi dell’opposizione – tra cui va annoverata, da quel giorno, anche la nuova formazione “Futuro e Libertà per l’Italia”, facente riferimento a Fini. Continua a leggere

Voto di sfiducia, la diretta

Oggi seguiremo in diretta l’evolversi della giornata decisiva per il governo, seguendo i voti di fiducia che si succederanno in mattinata, prima al Senato e poi alla Camera. La situazione, a poche ore dalla votazione decisiva, è ancora bel lungi dall’essere chiarita.

Alle 9.00 sono iniziate le dichiarazioni di voto dei gruppi parlamentari al Senato: la notizia è l’annuncio, per bocca del capogruppo Viespoli, che i 10 senatori di FLI si asterranno. Ciò toglie ogni possibile dubbio sulla possibilità che il governo ottenga la fiducia al Senato, per la verità mai messa in discussione in questi giorni.

Le dichiarazioni di voto alla Camera dei Deputati inizieranno invece alle 10.30: cominceremo la diretta vera e propria esattamente a quell’ora, per cercare di capire sin da subito come voteranno i deputati più inerti, che fino all’ultimo stanno tenendo il risultato fortemente in bilico. Continua a leggere

Gelmini, riforma approvata tra le proteste

ROMA – Alla fine, la Camera approva contestatissima “riforma Gelmini”. Il ddl firmato dal ministro dell’Istruzione che modifica radicalmente il funzionamento delle università italiane è stato approvato alle 20.13 di ieri sera a larga maggioranza: 307 favorevoli, 252 contrari. Ben 70 deputati risultavano assenti o in missione, ma il dato politico è che questa volta il centrodestra ha votato compattamente a favore. Anche i gruppi di FLI e MPA infatti hanno deciso di dare il via libera, ma solo (e questo è il segnale più importante) dopo che per ben due volte, nel corso della giornata, due emendamenti presentati dai finiani erano stati approvati nonostante il voto contrario di PDL e Lega, e con circa 20 voti di scarto. Continua a leggere