Regionali 2015: in Campania De Luca consuma la propria vendetta

(Articolo per il CISE – scritto con Francesca Mezzio)

Al termine di queste tornata di elezioni regionali, il dato che continua a preoccupare in Campania (come anche nelle altre regioni al voto) è l’affluenza, che non riesce a superare il 51,9%, ben 11 punti percentuali in meno rispetto alle ultime regionali. Vero è che nel 2010 il voto si estendeva in due giorni, ma questo non basta a spiegare il fatto che anche oggi (come un anno fa alle Europee) solo un campano su due ha espresso il proprio. Tra le province il dato oscilla tra il 55,5% di Salerno e il 45,4% di Benevento. Rispetto al dato delle Europee dell’anno scorso, comunque, si registra una certa stabilità, addirittura con un leggero rialzo (+0,8%). Continua a leggere

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Regionali Campania: De Luca cerca la rivincita su Caldoro

(Articolo per il CISE – scritto con Francesca Mezzio)

Con quasi 5 milioni di elettori chiamati alle urne, la Campania è la regione più popolosa tra quelle che andranno a rinnovare i propri organi di governo il prossimo 31 maggio. Per di più, è l’unica in cui i candidati dei due schieramenti principali (centrodestra e centrosinistra; a livello locale il tormentato bipolarismo italiano continua a resistere, salvo poche eccezioni) sono esattamente gli stessi di cinque anni fa: Stefano Caldoro (governatore uscente) per il centrodestra, Vincenzo De Luca (ex sindaco di Salerno) per il centrosinistra. Continua a leggere

Tsunami Grillo anche in Campania: chi vince, chi perde

La valanga – o, per meglio dire, lo tsunami – di Grillo ha travolto anche la Campania. Lo ha fatto in misura lievemente inferiore rispetto ad altre regioni, ottenendo “solo” il 22% rispetto al 25% conseguito sul piano nazionale. Ma, così come accaduto nel resto del Paese, nella nostra regione la grande novità è il fortissimo arretramento delle forze politiche “tradizionali”. Continua a leggere

Le anime del centrodestra in consiglio regionale

I partiti e le correnti con cui deve fare i conti la giunta del governatore Caldoro

Meno di un anno fa, il 29 marzo 2010, il centrodestra vinceva le elezioni per il rinnovo del consiglio regionale della Campania, e Stefano Caldoro succedeva ad Antonio Bassolino come presidente della Regione. Caldoro ottenne una netta vittoria, staccando di 9 punti il diretto  il candidato di centrosinistra Vincenzo De Luca. Con il 54% dei voti, e in virtù della legge elettorale regionale, al centrodestra andò un premio di maggioranza di 38 seggi su 59. Continua a leggere

Chiesto il rinvio a giudizio per Cosentino

NAPOLI – La Procura di Napoli ha chiesto il rinvio giudizio per Nicola Cosentino, deputato e coordinatore del PDL in Campania. A Cosentino sarà contestato il reato di concorso esterno in associazione camorristica. Secondo i pm Narducci e Milita, Cosentino avrebbe goduto di appoggio elettorale da parte del clan dei Casalesi fin dal 1980, in cambio di favori di vario tipo – anche in relazione alla gestione dello smaltimento dei rifiuti nella Regione. Continua a leggere

Caos nel PDL campano, la Carfagna annuncia dimissioni

ROMA – Le speranze che il governo Berlusconi abbia la fiducia alla Camera, il prossimo 14 dicembre, non sono – realisticamente – molte, ma il presidente del Consiglio sembra essersi molto impegnato in questi giorni per ottenere la fiducia dei deputati considerati più “in bilico” tra quelli in origine orientati a non concedergliela. Tuttavia, anche se dovesse passare indenne questo scoglio, per il Governo questa non sarà l’unica delle preoccupazioni. Continua a leggere

La Campania cresce meno dele altre regioni del Sud

NAPOLI – Il rapporto della Banca d’Italia per il 2010, presentato lunedì scorso al Centro direzionale, presenta un quadro fortemente negativo per l’economia della Campania. Nei primi sei mesi del 2010, spiega la relazione, la Campania è cresciuta meno delle altre regioni del Mezzogiorno. Ciò appare tanto più grave se si considera, come ha spiegato il responsabile delle analisi economiche della sede partenopea Giovanni Iuzzolino, che il Mezzogiorno è la macroregione che è cresciuta di meno rispetto al resto del Paese, e che il Paese stesso – l’Italia – ha fatto registrare una crescita più lenta rispetto agli altri Paesi che usano l’euro. Le cifre contenute nel rapporto fanno comunque sperare che si sia in qualche modo alla fine del ciclo di recessione, e che la ripresa possa iniziare presto: tuttavia, ciò non sarà possibile dirlo finché gli indicatori non torneranno al livello del periodo precedente alla crisi.