Caos nel PDL campano, la Carfagna annuncia dimissioni

ROMA – Le speranze che il governo Berlusconi abbia la fiducia alla Camera, il prossimo 14 dicembre, non sono – realisticamente – molte, ma il presidente del Consiglio sembra essersi molto impegnato in questi giorni per ottenere la fiducia dei deputati considerati più “in bilico” tra quelli in origine orientati a non concedergliela. Tuttavia, anche se dovesse passare indenne questo scoglio, per il Governo questa non sarà l’unica delle preoccupazioni.

Ribadendo una sua intenzione diffusa dalla stampa appena due giorni fa, il ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, ha infatti annunciato che il 15 dicembre, dopo aver votato “sì” alla fiducia, si dimetterà da Ministro e da deputato. Non una bella notizia per Berlusconi, che ha infatti tentato in tutti i modi di far cambiare idea alla Carfagna, persino attardandosi a telefono con lei due giorni fa, mentre era atteso al vertice Nato sull’Afghanistan. Mara Carfagna, ex showgirl di 35 anni, è stata spesso considerata una “pupilla” di Berlusconi, alla cui benevolenza – secondo quanto sostenuto da molti – deve il suo importante ruolo politico.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato un episodio avvenuto l’altro giorno alla Camera, quando la deputata del PDL Alessandra Mussolini fotografava polemicamente col telefonino la Carfagna a stretto colloquio col capogruppo di FLI, Italo Bocchino – un atto considerato alla stregua di una presunta “intelligenza col nemico”. L’antefatto, noto a molti addetti ai lavori, è l’effettiva vicinanza del Ministro, da molti anni, alle posizioni politiche di Fini, e alla sua amicizia proprio con il deputato campano di FLI; ciononostante, la Carfagna ha sempre cercato di tenersi fuori dallo scontro (fattosi accesissimo da diversi mesi) tra i berlusconiani del PDL e gli “scissionisti” finiani, invitando più volte le parti a ritrovare un accordo. Ma l’altro giorno, complice anche il gesto della Mussolini, Mara Carfagna ha deciso di dire basta.

Non una decisione insapettata, a dire il vero, poiché dichiarando le motivazioni della sua scelta la stessa Carfagna ha detto di sentirsi da tempo a disagio nel PDL, e che in Campania, la sua regione, nel partito è in atto una vera e propria “guerra tra bande”. Non è un mistero infatti che nel PDL campano vi sia una fortissima lotta di potere, in cui il ministro per le Pari Opportunità si contrappone, insiema al presidente della regione Caldoro e ai finiani, all’asse Cosentino-Cesaro-Cirielli – rispettivamente coordinatore regionale PDL, presidente della provincia di Napoli e presidente della Provincia di Salerno.

A partire dal 15 dicembre dunque la Carfagna, dimettendosi sia da ministro che da deputato, potrà considerarsi a tutti gli effetti in tutto e per tutto estranea al PDL, e potrà così permettersi di giocare un ruolo più attivo nella politica locale. Nel centrodestra erano in molti, non troppo tempo fa, a vederla in pole position per la candidatura a sindaco di Napoli: ora questa possibilità torna a riaffiorare, ma stavolta in un quadro potenzialmente tripolare, in cui l’ex ministra potrà correre come candidato di un terzo polo costituito da un’alleanza FLI-UDC.

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