Come si vince col Rosatellum?

Dopo un passaggio “lampo” in Commissione, il Rosatellum bis è già approdato in Aula al Senato. Si prevede un’approvazione in tempi molto rapidi, con la fiducia, del testo già approvato alla Camera lo scorso 12 ottobre. Entro pochi giorni quindi – salvo clamorosi colpi di scena – il Parlamento approverà la nuova legge elettorale. Continua a leggere

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Rosatellum bis: ecco come funziona (e come si fa a vincere)

Cos’è il Rosatellum-bis e come ci si è arrivati

È già stata ribattezzata “Rosatellum bis” la nuova proposta di legge elettorale depositata oggi in Commissione Affari costituzionali alla Camera dal deputato del PD Emanuele Fiano. “Bis” perché una precedente proposta, piuttosto simile (e che fu chiamata “Rosatellum” dal nome del capogruppo PD Ettore Rosato) era stata presentata la scorsa primavera: introduceva un sistema misto, con il 50% dei deputati (e dei senatori) eletti in collegi uninominali maggioritari e l’altro 50% con metodo proporzionale. Quella proposta fu poi modificata in senso “tedesco” quando fu raggiunto il famoso accordo a 4 che teneva insieme i “big” (PD, Forza Italia, Lega Nord e M5S) e che penalizzava i piccoli partiti (con lo sbarramento al 5%). Ma quello stesso accordo cadde sotto i colpi dei franchi tiratori durante le prime votazioni in Aula e lì sembrò che ogni speranza di cambiare la legge elettorale fosse svanita. Continua a leggere

Con il “Rosatellum” maggioranza a portata dei tre poli

La notizia politica di questi giorni (anzi, di queste ore) è quanto sta accadendo alla Camera in commissione Affari costituzionali. Dopo l’elezione di un relatore “di minoranza”, il presidente della Commissione Andrea Mazziotti, eletto da tutti i partiti ad eccezione del Pd, era stato da quest’ultimo presentato un testo base “minimalista”: la proposta Mazziotti era in pratica il cosiddetto “Legalicum”, ossia l’estensione anche al Senato del sistema elettorale in vigore per la Camera dei Deputati dopo gli interventi con cui la Corte costituzionale aveva bocciato alcune parti dell’Italicum (in primis, il ballottaggio ). Continua a leggere

Renzi e Grillo: obiettivo 40%. Ma anche no.

Qualche giorno fa la Corte Costituzionale, dichiarando l’incostituzionalità del ballottaggio previsto dall’Italicum, ha “prodotto” di fatto una nuova legge elettorale. A meno che una lista non arrivi da sola al 40% dei voti, la prossima Camera dei Deputati sarà eletta con un sistema proporzionale con soglia di sbarramento al 3%. Continua a leggere

Simulazione: con il nuovo Consultellum nessun vincitore

Come andrebbero le elezioni se si andasse a votare domani mattina? Ecco la nostra simulazione

Dopo la sentenza della Consulta che ha modificato l’Italicum abolendo il ballottaggio se nessuna lista ottiene il 40% dei voti, lo scenario politico italiano ha conosciuto un’importante evoluzione: non è più in vigore, per la Camera dei Deputati, un sistema elettorale majority assuring, cioè che possa garantire la certezza che vi sia una maggioranza omogenea dopo le elezioni. Continua a leggere

Il Mattarellum e l’Italia divisa in tre

Manca poco al 24 gennaio, giorno in cui la Corte costituzionale si esprimerà sulla legittimità costituzionale dell’Italicum, attuale legge elettorale in vigore (per la sola Camera dei Deputati). Ma, quale che sia il giudizio della Consulta, il Parlamento dovrà intervenire, quantomeno per uniformare – in un modo o nell’altro – i sistemi elettorali delle due Camere: al momento, infatti, al Senato è in vigore il “Consultellum“, un proporzionale con riparto regionale e sbarramento al 3% per le liste coalizzate e all’8% per quelle non coalizzate. Molto diverso dall’Italicum, che prevede un premio di maggioranza nazionale del 55% dei seggi alla lista più votata (le coalizioni sono vietate).
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Niente maggioranza: come sarebbe l’Italia con il Bersanellum

(Articolo per Il Fatto Quotidiano)

Di recente si è tornati a parlare di modifiche all’Italicum, la legge elettorale approvata nel 2015. Perché questa improvvisa voglia di cambiare una legge appena entrata in vigore (1° luglio) e che Renzi ha fortemente voluto? Come al solito, può essere utile guardare ai numeri per avere una risposta.
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Italicum 2.0: ecco come funziona

Il Pd lo ha già ribattezzato “Italicum 2.0“: è la nuova versione di riforma della legge elettorale su cui si è raggiunto l’accordo (per ora solo parziale) tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi in occasione del loro ultimo incontro, mercoledì 12 novembre. Continua a leggere

Italicum o consultum?

Se non sarà approvata una nuova legge elettorale (che si tratti dell’italicum scaturito dall’accordo Renzi-Berlusconi o di un’altra), le prossime elezioni si svolgeranno con il sistema generato dalla sentenza della Consulta (potremmo chiamarlo il “consultum”, con grande sprezzo del pericolo). Non solo: è molto probabile che, una volta fallita la riforma, si vada alle urne molto presto, certamente prima del 2015 indicato come proprio orizzonte dal governo di Enrico Letta. Continua a leggere

L’italicum di Renzi e Berlusconi (e Alfano)

“Majority assuring”. Il cosiddetto italicum, la proposta di legge elettorale uscita dal confronto Renzi-Berlusconi-Alfano ha una caratteristica, quella che più stava a cuore a Matteo Renzi: individua in ogni caso una maggioranza politica. Niente più governi di “larghe intese”, dunque. Lo dimostrano anche le nostre simulazioni: abbiamo applicato il sistema (illustrato da Renzi nel corso della direzione PD di oggi pomeriggio) sia ai risultati delle elezioni politiche 2013 che all’attuale situazione, fotografata dai sondaggi degli ultimi 15 giorni.

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