Casini: “Da soli alle amministrative”

ROMA – Il leader dell’Unione di Centro, Pierferdinando Casini (foto Apcom) ha scelto l’assemblea dei coordinatori regionali del suo partito, tenutasi ieri a Roma, per lanciare la notizia politica del giorno: alle elezioni amministrative del 2011, dove si voterà per scegliere il sindaco e rinnovare i consigli comunali di quasi tutte le principali città italiane (ad eccezione di Roma) l’UDC non si alleerà né con il Partito Democratico né con il Popolo della Libertà; Casini sceglie dunque la strada della corsa solitaria, portando a sostegno della sua posizione alcuni risultati delle scorse elezioni regionali nelle situazioni in cui il suo partito fece la stessa scelta, che non lo penalizzò. Ma la dichiarazione di ieri non è tanto importante con riferimento alle elezioni comunali (in cui c’è la possibilità di ballottaggi, eventualità che vedrebbe i due candidati più votati precipitarsi a corteggiare l’UDC), quanto in vista delle prossime elezioni politiche, date ormai per imminenti dalla quasi totalità degli addetti ai lavori, e che si svolgeranno probabilmente in concomitanza con le amministrative. Casini ha mostrato di essere perfettamente cosciente di una simile eventualità, dal momento che lui stesso ha richiamato la possibilità che il governo Berlusconi cada presto (in verità il leader UDC ha persino “consigliato” al premier di “prendere atto del suo fallimento” e dimettersi), e che si formi un nuovo governo di “responsabilità nazionale” che abbia al primo punto la modifica della legge elettorale.

Fini a Napoli: “Alle Comunali mani libere”

NAPOLI – Gianfranco Fini ha scelto Napoli per la nuova puntata del suo smarcamento dalla maggioranza. L’occasione è stata la presentazione del libro “In alto a Destra” di Giuliano Compagno. Nella sala conferenze dell’hotel Ramada, a due passi da Piazza Garibaldi, oltre un migliaio di persone hanno ascoltato un Presidente della Camera a 360 gradi: partendo ovviamente da Futuro e Libertà, la nuova “creatura” finiana che, a detta di Fini, più che un nuovo partito è “un movimento d’opinione aperto a tutti, non solo a quelli che votavano centrodestra”; e che non sarà “la Lega del Sud”, perché per risolvere i problemi dell’Italia c’è bisogno di riscoprire “una nuova identità nazionale”. Fini dichiara addirittura che la scelta di staccarsi dal PDL è avvenuta in ritardo: “Forse siamo stati troppo prudenti. Dovevamo farlo prima”. Continua a leggere