Bicameralismo e riforme istituzionali

Superare l’attuale bicameralismo. Ma come? Questa, in estrema sintesi, è la domanda che è emersa nel corso della presentazione del volume “Il bicameralismo – Pluralismo e limiti della rappresentanza in prospettiva comparata”, tenutasi venerdì 22 novembre presso palazzo Montecitorio, nella sala “Aldo moro”.

Il libro è il frutto del lavoro di due autori: Francesco Palermo (giurista e senatore di Bolzano) e Matteo Nicolini (ricercatore a Verona in diritto pubblico comparato). Il dibattito è stato aperto dall’intervento di Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera e deputato del M5S, che ha ricordato come, nonostante i malfunzionamenti del sistema bicamerale italiano (“perfetto” solo nel nome) gli stessi meccanismi spesso additati come inefficienti sono risultati essenziali per migliorare in corso d’opera – o impedirne del tutto l’approvazione – disegni di legge dal contenuto molto controverso; e come, al contrario, in presenza di una volontà politica forte i tempi per l’approvazione di determinate leggi sia stato estremamente rapido.

Il direttore generale della Camera, Ugo Zampetti, ha rimarcato l’importanza di un’analisi comparata non solo sincronica (quali sono e come funzionano i sistemi bicamerali nel mondo), ma anche diacronica, per meglio comprendere il contesto nel quale ciascun sistema bicamerale si è evoluto fino ad oggi. Numerose le tematiche sollevate dai relatori presenti: la prof. Gottardi (università di Verona) ha posto l’accento sulla necessità che, in tema di riforme istituzionali, non manchino tra i decisori politici coloro che hanno affrontato il tema in modo scientifico.

Le prospettive di riforma del bicameralismo non possono prescindere dal preoblema generale del deficit di government nell’odierna UE, secondo il prof. Fulco Lanchester (La Sapienza). Più in generale, la riflessione sul bicameralismo solleva delle questioni sul concetto di rappresentanza, grande tema politico-giuridico della contemporaneità: se due camere devono esserci, è bene che rispondano a due diverse declinazioni del concetto di rappresentanza – oltre ad avere compiti e funzioni differenziate – questo, in sintesi, il contributo del prof. Bonfiglio (Roma Tre).

Durante tutto l’incontro è stata ricordata la figura di Giancarlo Doria, brillante giurista prematuramente scomparso tre anni fa: per molti versi, il libro è stato ispirato al suo grande lavoro di ricerca comparata – come si legge fin dalla copertina del volume. Tutti i presenti, a partire dagli autori, hanno voluto ricordare Giancarlo Doria con grande affetto e ammirazione sincera per le sue qualità.

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