Voci dal conclave n.14: quello che i cardinali twittano

Ci eravamo ripromessi di interrompere (momentaneamente) le nostre pubblicazioni sulle “Voci dal Conclave”, se non altro perché tra oggi e domani la scena sarà interamente dominata dalle elezioni politiche, che vedono milioni di italiani recarsi alle urne sin dalle 8 di questa mattina.

Ma ci ritroviamo a dover fare uno strappo alla regola, perché la notizia è succosa: come i nostri lettori più attenti agli affari vaticani avranno certamente saputo, nei giorni scorsi è stata diffusa la notizia (ufficiale) che i cardinali sorpresi a “twittare” mentre si troveranno nel segreto del conclave saranno immediatamente scomunicati.

Drizzate le orecchie, abbiamo interpellato i giovani vaticanisti dell’associazione “Voces ex sphæris”, esperti nel rilevare le intenzioni di voto dei cardinali in base alle loro dichiarazioni esplicite sul social network “messo al bando” da monsignor Juan Ignacio Arrieta.

Secondo questi vaticanisti, il bonario cardinale di Piacenza risulterebbe in testa con 31 cardinali e 5 novizi in totale (ricordiamo che, in base ad una recente riforma delle procedure, i voti di 10 novizi valgono quanto quello di un singolo cardinale). In particolare, otterrebbe un ottimo risultato il vescovo pugliese dal forbito eloquio (accreditato di ben 6 cardinali). Sempre all’inseguimento il facoltoso prelato di Monza e Brianza, che può contare su un massimo di 27 cardinali, di cui 19 voteranno direttamente per lui e 4 convergeranno sulla sua candidatura da varie diocesi del Nord Italia.

La sorpresa risulterebbe dal numero di cardinali assegnati allo spassoso camerlengo di Genova, che secondo gli umori della Rete potrebbe contare su ben 20 cardinali. Sembra invece lontana dalle previsioni dei giorni migliori il’inappuntabile cardinale di Milano, a cui si attribuiscono 9 cardinali su cui convergeranno i voti dei 4 raccolti dal brizzolato vescovo di Bologna e dal suo camerale omologo di Montecarlo.

Qualche sorpresa potrebbe venire dai cardinali meno accreditati: ne raccoglierebbe sempre 4 l’ex inquisitore barbuto del Sant’Uffizio di Palermo, ma a tallonarlo ci sarebbe nientepopodimeno che l’eccentrico ecclesiarca di Mirafiori dalle sgargianti tonache: nonostante il recente scandalo che l’avrebbe visto reo confesso della violazione dell’ottavo comandamento, ad oggi lo voterebbero ben 3 cardinali e 5 novizi.

A corredo di queste indicazioni generali, i vaticanisti di Voces ex sphæris segnalano un esiguo vantaggio del prelato brianzolo nella sua Lombardia: a votarlo sarebbero un cardinale e sei novizi in più rispetto a coloro che gli preferiscono il cardinal piacentino.

I dati sono stati raccolti tra tutti quei cardinali che hanno twittato esplicitamente le loro inclinazioni su Twitter nei 7 giorni che hanno preceduto la giornata di venerdì 22. Non può quindi sorprendere, data la mole dei dati, che il Vaticano abbia sentito il bisogno di esprimersi contro l’utilizzo del social network a 140 caratteri anche durante la segreta consultazione nella Cappella Sistina.

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