Verso il 25 aprile: riscoprire lo spirito della Costituzione

Abbiamo incontrato Antonio Amoretti, presidente dell’Associazione Nazionale Partigiani Italiani per la provincia di Napoli, che da bambino partecipò in prima persona alla Resistenza contro i nazifascisti. Ci ha raccontato il suo punto di vista sulla situazione italiana in generale e sui progetti dell’ANPI di Napoli in vista del 67° anniversario dalla Liberazione.

La Repubblica italiana è nata sotto lo spirito costituente: bisognava uscire dagli orrori della dittatura e della guerra creando una democrazia fondata sui diritti. Quei diritti che ritroviamo nella Costituzione del ’48 oggi sono messi a rischio dalla crisi?

“Certamente. Innanzitutto perché le masse quando sono affamate sono capaci di tutto. E poi perché questo nuovo governo, l’ho detto fin dal primo momento, ci ha tirato fuori dalla melma etico-morale in cui ci aveva trascinato Berlusconi; ma dal punto di vista sociale siamo finiti dalla padella nella brace. È vero che bisogna risanare il bilancio, ma l’impressione che ho è che dietro questa crisi, che viene dall’America, ci sia uno scontro di livello mondiale tra dollaro ed eurozona che prescinde dalle realtà nazionali. Purtroppo viviamo in una società dominata dalle corporazioni, dalle banche alle assicurazioni, ai gestori dei servizi di energia, comunicazione, che fanno quello che vogliono. Noi italiani siamo divantati da tempo un popolo un po’ passivo, accettiamo le bastonate senza reagire”.

Ecco, come può reagire la società civile, che speranze ci sono che la crisi stimoli una rinascita, che i cittadini diventino soggetti più attivi?

“Noi dell’ANPI lavoriamo proprio su questi argomenti, sul rapporto tra cittadini e politica. Oggi ormai la gente non ha più fiducia nella politica, a causa di questa corruzione diffusa a tutti i livelli che c’è in tutti i partiti. Dal punto di vista dell’etica pubblica i 18 anni di Berlusconi sono stati un danno enorme: quando un capo del governo dice che è legittimo evadere il fisco e altre cose ambigue, questo ha delle ripercussioni, come se un capofamiglia desse per primo il cattivo esempio. La gente ormai trova normale evadere il fisco, anzi qualcuno se ne vanta. Si giustificano gli evasori perché si pensa di guadagnare qualcosa da chi, ad esempio, non emette la fattura. Vero è che c’è un sistema fiscale che non consente al cittadino di scaricare dalle tasse l’iva che paga su ciò che acquista, mentre questo ad esempio alle aziende è consentito”.

Si avvicina il 25 aprile, anniversario della Liberazione: cosa c’è nell’agenda dell’ANPI di Napoli?

“Intanto il 14 gennaio abbiamo organizzato una grande conferenza per il 68° anniversario delle Quattro giornate: in precedenza avevamo invitato i sindaci delle 24 città della Campania che furono decorate con la medaglia d’oro al valore militare per la resistenza. Di questi non è venuto nessuno; avevamo invitato i partiti del centrosinistra e i sindacati: non sono venuti. Allora chiesi provocatoriamente: le Quattro giornate di Napoli sono qualcosa da dimenticare? E questo fu l’argomento del convegno che chiedemmo di tenere all’antisala dei baroni. La sala era stracolma ben prima dell’ora di inizio, fummo costretti a spostarci nella Sala dei baroni, molto più grande. Ad essere intervenuti in massa erano cittadini raggiunti dal nostro appello sui giornali e su internet. In quella occasione parteciparono anche i partiti e i sindacati: ma solo perché era stato posto un interrogativo “shock” come provocazione. È stata come una scossa elettrica che ha risvegliato la gente, non ne abbiamo mai vista tanta. Per il 25 aprile volevamo replicare l’iniziativa nello stesso luogo, stavolta sul tema della costituzione: perché bisogna difenderla? Terremo certamente un incontro in una scuola di Ponticelli il giorno 26 in una scuola, ma l’intenzione è quella di farne un’altra prima il 23 o il 24 al Vomero, ma dobbiamo reperire una struttura che ci possa ospitare. Come per altri progetti, dobbiamo constatare con amarezza che i problemi vengono dalla burocrazia che rallenta sempre tutto con una puntigliosità davvero eccessiva”.

(ha collaborato Gloria Esposito)

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