I giorni in cui la situazione precipitò

ROMA – La situazione politica sta precipitando in fretta, in questi ultimi giorni. Tre gli elementi di cui si compone questa accelerazione. Primo: la fuoriuscita di alcuni membri del Governo. Dopo l’annuncio di Fini in Umbria, domenica scorsa, giovedì sera ad Annozero Italo Bocchino ha dichiarato che, appena il presidente del Consiglio fosse ritornato in Italia dal G20 di Seul, i 4 esponenti di Futuro e Libertà con un ruolo nel Governo si sarebbero dimessi. Udita questa notizia, Berlusconi ha accelerato il ritorno in patria – unico tra i rappresentanti delle 20 Nazioni del summit sudcoreano –  giusto in tempo per apprendere che anche la delegazione dell’MPA (due sottosegretari) avrebbe fatto lo stesso di quella dei “futuristi”.

Secondo elemento: il Partito Democratico, insieme all’Italia dei Valori, si accinge a presentare alla Camera una mozione di sfiducia. Ieri il capogruppo Franceschini ha annunciato la raccolta delle firme tra i parlamentari dell’opposizione. La replica si è manifestata nell’annuncio della presentazione di una mozione di sostegno al Governo da parte del gruppo PDL al Senato. Si è messa in moto così una vera e propria “guerra delle mozioni”, in cui la spunterà chi riuscirà a far calendarizzare per prima la mozione nel rispettivo ramo del Parlamento. Non è un mistero che alla Camera (presieduta da Fini) è quasi certa la maggioranza dei “sì” alla sfiducia, tant’è che FLI sta pensando di presentare una propria mozione di sfiducia per non dare l’immagine di andare “al traino” del centrosinistra; mentre al Senato finora il Governo sembra avere i 160 voti necessari per incassare la fiducia con tranquillità, e un “sì” alla mozione di sostegno presentata dal PDL sarebbe un segnale politico da non sottovalutare nel considerare gli scenari futuri (qualcuno ha persino suggerito al Presidente della Repubblica di sciogliere solo la Camera dei Deputati e far votare solo per il rinnovo di quest’ultima).

Il terzo elemento è meno “istituzionale”, ma dall’elevato valore simbolico: gli autori del programma “Vieni via con me”, condotto da Fabio Fazio e Roberto Saviano (che il dg della Rai Mauro Masi aveva cercato di boicottare con ogni mezzo qualche settimana fa) hanno annunciato la presenza del segretario del PD Pierluigi Bersani e di Gianfranco Fini, fresco fondatore di FLI, per parlare dei valori, rispettivamente, della sinistra e della destra. Una scelta intollerabile per il PDL e la Lega, che hanno percepito questa scelta come un vero e proprio agguato televisivo, nel momento in cui si darà spazio in prima serata a milioni di persone (oltre 7,5 milioni di persone hanno seguito la prima puntata di Vieni via con me) di ascoltare le parole dei due maggiori oppositori di Silvio Berlusconi. L’intervento del solerte Masi era scontato, e infatti si è puntualmente materializzato nel tentativo di proibire al duo Fazio-Saviano di ospitare politici nella trasmissione (anche se per la comparsata di Nichi Vendola, la scorsa settimana, nessuno proferì alcunché) senza “contraddittorio” – e in effetti gli spettatori che si sentono di centro potrebbero sentirsi esclusi; ma sospettiamo che non fosse a loro che pensava il direttore Masi. Orgogliosa la replica di Bersani: “Non sarà certo Masi a dirmi dove io devo andare”. Gli autori del programma hanno fatto sapere che gli ospiti ci saranno, Masi o non Masi.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...