Berlusconi, ancora scandali: è al tramonto?

Non è certamente un periodo felice per il Presidente del Consiglio. Dopo mesi e mesi di logoramento da parte di Gianfranco Fini e dei suoi parlamentari, ora deve fronteggiare una nuova ondata di scandali, ai quali ha risposto con battute di dubbio gusto, peggiorando ulteriormente la situazione. L’antefatto è noto a molti: mesi fa, una ragazza minorenne di origini marocchine (soprannominata Ruby) fu fermata dalla polizia a Milano con l’accusa di furto; Berlusconi telefonò in Questura per chiedere che la ragazza fosse rilasciata, perché “nipote del presidente egiziano Mubarak”, e non – come aveva stabilito il magistrato del tribunale dei minori – condotta in una comunità; a prelevare Ruby, dichiarando di prenderla in affidamento, giunse a notte inoltrata Nicole Minetti, ex “igienista dentale” di Berlusconi e consigliere regionale della Lombardia, dichiarando che l’avrebbe tenuta in affidamento, cosa che poi non fece.

Lo scandalo, più che la frequentazione di Berlusconi con una minorenne (molta dell’attenzione della stampa è stata riservata alle “feste” a cui la giovane avrebbe partecipato nella residenza del premier, e a strani retroscena a luci rosse) nasce chiaramente dal gesto con cui il Presidente del Consiglio ha indotto degli agenti di polizia a rilasciare una persona sospettata di un reato, senza seguire le procedure e le leggi valide per qualunque altra persona nelle stesse condizioni (migliaia ogni giorno solo in Italia). Un abuso di potere, insomma, derivante da interessi privati. “Un gesto di generosità, per aiutare una persona in difficoltà”, è invece la versione di Berlusconi e dei suoi difensori.

In questi stessi giorni, inoltre, a Palermo una escort di 28 anni, Nadia Macrì, ha rivelato di aver partecipato a dei festini, in cui si sarebbe fatto largo uso di droga, nelle residenze di Berlusconi in Sardegna e a Milano, e di aver fatto sesso in due occasioni con lo stesso Berlusconi dietro pagamento di 5000 euro per volta. Nell’indagine, che i magistrati palermitani stanno conducendo a partire da una storia di narcotraffico, sono finiti dentro anche Emilio Fede e Lele Mora, coinvolti anche nel “caso Ruby” (pare infatti che la giovanissima sia stata introdotta nel “giro” delle feste del premier grazie alla conoscenza del direttore del Tg4 e del noto agente di vip.

La reazione di Berlusconi a tutto questo è stata una conferenza stampa con cui, due giorni fa, ha dichiarato che la sua sola colpa è quella di amare le donne, e che “è meglio essere appassionato di belle ragazze che essere gay”. Una frase che, comprensibilmente, ha scatenato un putiferio di reazioni, in Italia come all’estero (la frase è stata infatti riportata con evidenza dai quotidiani di mezzo mondo).

Ieri, gli ultimi due episodi: in primis, il Copasir (comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica) presieduto da D’Alema ha convocato Berlusconi perché riferisca sulla sua sicurezza – e su quella di documenti ed informazioni riservate in suo possesso in qualità di Presidente del Consiglio nelle sue dimore; in sostanza, Berlusconi dovrà spiegare se e come sia diventato ricattabile a causa del suo stile di vita “eccessivo”.

In secondo luogo, dopo che ne era stata annunciata la presenza in apertura dei lavori del Forum della famiglia a Milano (il prossimo 8 novembre), il presidente dell’organizzazione ha affermato che la presenza di Berlusconi sarebbe “imbarazzante”.

Si sono registrati inoltre negli stessi giorni dure prese di posizione della Chiesa, che hanno condannato la condotta del Presidente del Consiglio (su “Famiglia Cristiana” e “Avvenire” gli attacchi più duri) e, dulcis in fundo, il passaggio di nuovi parlamentari dal gruppo del PDL a quello dei finiani di Futuro e Libertà, che proprio due giorni fa hanno presentato il loro simbolo e che presenteranno il manifesto programmatico il prossimo lunedì. Insomma, comunque la si guardi, la situazione in cui Berlusconi si trova oggi farebbe gettare la spugna a chiunque. Se nonostante ciò dovesse intestardirsi ad andare avanti e a lasciare l’Italia in balìa degli eventi, senza una guida forte ed autorevole, sarebbe solo l’ennesima dimostrazione che forse le sorti del Paese non gli interessano poi tanto.

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