Rai: ora si ostacolano anche Fazio e Saviano

Sembra che il direttore generale della Rai, Mauro Masi, le stia provando tutte insieme, in questi giorni, per mettere i bastoni tra le ruote di quelli che dovrebbero essere i prodotti di punta dell’azienda che dirige. Prima, l’abnorme provvedimento di sospensione contro Michele Santoro e “Annozero”, puntualmente neutralizzato dalla scelta del conduttore di avviare una procedura di arbitrato interno; ora, le incredibili resistenze e i palesi tentativi di intralciare in tutti i modi possibili il nuovo programma di Fabio Fazio e Roberto Saviano, “Vieni via con me”, la cui puntata è prevista per l’8 novembre prossimo. È stato lo stesso giornalista e scrittore campano, autore del best-seller “Gomorra”, a denunciare con forza una situazione fattasi sempre più “insostenibile”.

Saviano ha rilasciato, nella sola giornata di ieri, lunghe interviste a Radio Capital e Repubblica Tv, comparendo come ospite nell’edizione delle 20 del Tg7 di Enrico Mentana ed intervenendo poco dopo telefonicamente nel corso della puntata di “Ballarò” su Raitre. Il tutto per denunciare un comportamento, da parte della dirigenza Rai, apparentemente inspiegabile: il programma in questione aveva avuto il via libera fin da aprile, sulla scia degli ottimi risultati conseguiti dalle apparizioni di Saviano a “Che tempo che fa”, condotto dallo stesso Fabio Fazio. Ma, a poche settimane dalla messa in onda della prima puntata, e poco dopo aver chiesto e ottenuto da Saviano la scaletta degli argomenti in programma, sono stati rimandati indietro i contratti già negoziati e si è rimesso in discussione il compenso pattuito con gli ospiti previsti, tra cui Roberto Benigni. Dietro il pretesto della motivazione economica (come se in Rai si lesinasse sul budget per i cachet, leggere sotto le voci “Domenica In” e “Festival di Sanremo”; non a caso Roberto Saviano ha ripetutamente definito “una assoluta fesseria” questa motivazione, avanzata da Masi stesso) c’era chiaramente l’intenzione di scoraggiare la trattazione di alcuni argomenti. Quali? “Nella scaletta che avevo consegnato, come ho ritenuto fosse mio dovere fare – ha detto Saviano – avrei parlato della macchina del fango che oggi si usa per demolire avversari politici e non, dei rapporti tra mafia e politica, del ritorno dell’emergenza rifiuti a Napoli e della ricostruzione dell’Aquila dopo il terremoto”. Tutti temi a cui è particolarmente sensibile, guarda caso, il Presidente del Consiglio.

Saviano ha inoltre raccontato come si sia fatto di tutto per danneggiare il programma invece di tentare di valorizzarlo al meglio: “Ci hanno prima tagliato le puntate, da quattro a due; poi ci hanno detto che dovevamo andare ‘contro’ la Champions’ League, nelle serate in cui era trasmessa dalla concorrenza; poi ancora hanno deciso di metterci di lunedì ‘contro’ un prodotto di punta come il Grande Fratello”. Diventa ogni giorno sempre più evidente come la televisione, e in modo particolare la tv pubblica, sia soggetta in Italia ad uno stato di libertà vigilata, in cui vige la libertà d’espressione solo fintantoché non si toccano certi argomenti “sensibili”. Questo è il vero motivo per cui Santoro è ripetutamente sotto attacco, per cui si è cercato di censurare “Report” prima ancora che andasse in onda la prima puntata, e per cui anche un professionista fino ad oggi considerato “innocuo” come Fabio Fazio e uno scrittore di grande popolarità come Saviano vengono trattati come sta succedendo. La migliore risposta non può che venire dal pubblico, magari facendoci scoprire, martedì 9 novembre, che “Vieni via con me” avrà sconfitto nella guerra dell’Auditel anche il Grande Fratello.

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