Relazione di Bersani all’Assemblea nazionale democratica – DIRETTA

La relazione di Bersani segnerà la chiusura della due giorni di lavori dell’Assemblea Nazionale, eletta attraverso le primarie del 25 ottobre 2009 con cui si elessero l’attuale Segretario nazionale e quelli regionali. L’Assemblea, composta da oltre mille persone, è l’organo che ha l’iniziativa di indirizzo politico e organizzativa all’interno del partito, attraverso il voto di mozioni e risoluzioni. Il Presidente dell’Assemblea (e del Partito) è attualmente Rosy Bindi, e ha il compito di convocarla almeno una volta ogni sei mesi.

Una curiosità: l’Assemblea Nazionale è l’unico organo del Partito che può costringere il Segretario nazionale alle dimissioni, attraverso un voto di sfiducia. In tal caso, si procede all’elezione di una nuova Assemblea e di un nuovo Segretario mediante un nuovo congresso e nuove primarie.

13.31 – Bersani: “Stiamo organizzando per novembre tre weekend di mobilitazione, io credo che sarà un’occasione formidabile per far conoscete le nostre idee e i nostri progetti”.

13.29 – Bersani: “C’è chi dice che Berlusconi è finito, e quindi si emtte a divagare; c’è chi dice che Berlusconi è finito, ma anche il PD ha dei problemi; noi diciamo che Berlusconi c’è, e che la sua caduta porterà seri contraccolpi. Aggiungiamo che non c’è alternativa senza il PD, è evidente: quindi rifletta chi maltratta il PD, perché rischia di tenersi Berlusconi, senza di noi Berlusconi non va a casa. Il PD discute con tutti, ma non fa la salmeria con nessuno. Il PD ha un suo progetto, non facciamo gli utili idioti per qualcos’altro”.

13.28 – Bersani: “Ho intenzione di chiamare un po’ di forze sociali, per avviare un confronto amichevole e metterci le nostre idee”.

13.27 – Bersani si avvia alle conclusioni: “Mi è piaciuto molto leggere queste proposte: naturalmente non basta avanzarle, bisogna farle vivere. Mi ha fatto piacere rileggere di agricoltura, l’abbiamo tutti scordata ma dobbiamo riscoprirla, perché è un settore che sta vivendo un crisi enorme”.

13.26 – Bersani: “Diamo un obiettivo a questo federalismo, e vedrete che a quei livelli comuni ci arriviamo”.

13.24 – Bersani: “Abbiamo una diversa idea di federalismo, che per noi è la via più efficiente e razionale per arrivare a dei livelli comuni dei servizi”.

13.23 – Bersani: “Noi abbiamo un’idea del territorio e dell’autonomia diversa da quella della Lega: noi non trascuriamo la tradizione, il municipio, anzi; ma noi siamo per l’autonomia della confidenza e delle relazioni, per un sistema delle autonomie che si chiama Italia”.

13.22 – Digressione sul Sud, applausi per Falcone e Borsellino eroi nazionali, e sui tanti amministratori locali (“tutti del PD”) minacciati dalle mafie.

13.18 – Bersani: “Un Paese che vuole crescere non può fare a meno di una quota d’immigrazione. Questo fenomeno dà vantaggi, ma dà anche disordini e problemi: ma bisogna dividere l’una e l’altra cosa”.

13.17 – Bersani: “Un’ora di lavoro precario non può costare meno di un’ora di lavoro stabile”.

13.16 – Bersani: “Noi non siamo un sindacato, ma vogliamo partecipare alle discussioni su vecchi e nuovi diritti nel lavoro”.

13.15 – Bersani: “Solidarietà a Bonanni e alla Cisl: non sono tollerabili aggressioni”.

13.14 – Bersani: “Non vorrei che chi, nel Governo, si sta occupando di lavoro, stia attraversando una specie di crisi mistica: se mi dicono meno Stato più società, mi può anche andar bene; ma io dico: Stato e società si devono dare la mano, perché è così che si esce dalla crisi”.

13.12 – Bersani: “Noi vogliamo bene al piccolo artigiante, al commerciante, che lavora bene, secondo le regole: questo modello si contrappone al modello delle rendite e delle speculazioni, che vivono fuori dalle regole e hanno bisogno che la pubblica amministrazione non funzioni”.

13.11 – Bersani: “Lo diciamo con forza: noi non faremo mai più un meccanismo come l’Unione, in cui mentre fai le uniche cose buone che si siano fatte per il Nord hai degli alleati che ti parlano contro”.

13.08 – Bersani: “Il Nord è stato preso in ostaggio da questo modello populistico, da un’ideologia e da un interesse politico, che descrive il territorio come un tabernacolo di sicurezze che ti protegge dal mondo: ma questa visione ti tiene fuori dal mondo, se vuoi le sue opportunità devi prenderti anche i suoi problemi”.

13.07 – Bersani: “Il modello populista è stato adottato come mezzo di comunicazione politica, in ciò accomunandosi a Berlusconi: i simboli, i miracoli, un rom a cui correre dietro, una moschea da osteggiare, una disputa sull’inno di Mameli…”.

13.06 – Bersani: “Il travaso alla Lega negli anni ’80-primi anni ’90 partì da noi: la Lega nacque come movimento anti burocratico, democratico, locale; in seguito ha virato verso il modello populista, trainata dal grande gancio dell’immigrazione”.

13.05 – Bersani: “Il progetto berlusconian-bossiano sta vivendo una crisi di disaffezione che si traduce in un travaso da Berlusconi alla Lega, che funge da sottovaso e sta attaccata allo zio per soffiargli l’eredità; per questo non tollera altri badanti, come Fini”.

13.03 – Bersani: “Il progetto di liberare le energie del Nord per liberare quelle del Paese è fallito. Questo è stato un danno enorme per l’Italia, perché è venuto meno il traino vero, che poteva tenere l’Italia agganciata all’Europa”.

13.02 – Bersani: “Berlusconi e Bossi hanno cercato di applicare una cura per il Nord, praticamente dal 1994; noi abbiamo avuto e abbiamo le nostre responsabilità, ma c’è sempre stata una netta prevalenza degli altri, anche nella rappresentazione del Nord in seno al Governo”.

13.00 – Bersani: “La svolta deve partire dalla nostra proposta fiscale, dall’incrociare un tema clou come il lavoro, che oggi è tartassato. Le tasse oggi sono più alte per chi le paga, sempre meno per chi evade”.

12.59 – Bersani: “C’è un’esigenza di cambiamento, da Varese dobbiamo far partire una svolta”.

12.58 – Bersani: “Il fatto di venire a Varese, e poi a Napoli, è stato percepito, ed è un modo di fare una politica che ritrovi la realtà, che pensi al progetto per l’Italia”.

12.57 – Bersani: “Dobbiamo allearci con l’Italia, dobbiamo aprire un varco, rompere il muro di sfiducia e mostrare che c’è una politica che risolve i problemi”.

12.56 – Bersani: “L’Alleanza Democratica dev’essere quel fronte elettorale per questo scopo; il nuovo Ulivo deve essere invece l’alleanza per il governo, composta da quelle forze di centrosinistra con un’attitudine di governo”.

12.55 – Bersani: “Alle elezioni dobbiamo andare insieme a tutte le forze interessate alla salvezza delle regole del gioco democratiche (la democrazia mica è solo affar nostro), e quindi vanno cercate tutte le convergenze possibili”.

12.54 – Bersani: “Dobbiamo fare queste cose contemporaneamente, non si può traccheggiare: diciamo alla maggioranza di prendere atto della sua crisi e rimettersi alle procedure di crisi previste dalla Costituzione. Noi siamo pronti a sostenere un governo tecnico a progetto per cambiare la legge elettorale e poi andare alle urne”.

12.52 – Bersani: “I nostri compiti fondamentali sono: impedire una deriva plebiscitaria-populistica dell’Italia, mettere in sicurezza la Costituzione; secondo, mettere in campo un’alternativa di governo per il rilancio dell’Italia”.

12.51 – Bersani: “Dobbiamo far sapere che sono queste le nostre preoccupazioni, non dobbiamo farci dipingere come presi da smanie di inciuci e compromessi. Questa anomalia non è solo politica, è sociale”.

12.51 – Bersani: “Questa legge elettorale consente, a chi ha il 35%, di prendersi la maggioranza delle Camere riunite, per farsi eleggere al Quirinale…cerchiamo di capire, e di far capire, qual è la possibile posta in gioco”.

12.50 – Bersani: “Quest’uomo [Berlusconi, ndr] non se ne andrà mica sorseggiando un té, se ne andrà minando qualcuno dei nostri pilastri istituzionali”.

12.49 – Bersani: “E poi c’è la forza del ricatto. Io so, sento, che c’è paura in giro. Io non ho paura, ma molti ne hanno. A proposito di partito della libertà, di partito dell’amore…”.

12.48 – Bersani: “C’è un terzismo nobile, che io rispetto; e poi c’è il terzismo dei Don Abbondio…” Applausi.

12.46 – Bersani: “Siamo oltr Berlusconi? No, siamo al secondo tempo, che è il più pericoloso, è la fase in cui non c’è più la promessa, la palla da tirare avanti, un nuovo orizzonte; ma c’è la forza da usare, una forza ideologica: non sottovalutiamolo, i contenuti ideologici del discorso di Berlusconi sono ancora presenti; e poi c’è una forza economica e mediatica, di un conformismo difficile da smontare”.

12.45 – Bersani: “C’è un distacco micidiale tra politica e società: questo è IL problema, il corpo grosso dei problemi che abbiamo. Questo secondo tempo del berlusconismo dobbiamo interpretarlo così: il berlusconismo nasce nel momento del discredito della politica, e siccome la vita finisce là dove comincia, la sua pulsione è finire in una crisi politica e nel discredito della politica, muoia Sansone e tutti i filistei”.

12.44 – Bersani: “La Gelmini parla di merito, di competizione, ma dove li vede?! Come si fa a chiamare “riforma” un taglio? NOn puoi fare le nozze coi fichi secchi”.

12.43 – Bersani: “Lo stesso discorso si applica al federalismo: finché è immaginario, piace a tutti sentirne parlare: ma ora che ci metti le cifre, iniziano a sentirsi i problemi”.

12.42 – Bersani: “Guardate i telegiornali di regime, sembra Gozzano: tutto va bene, tutto è normale, per trovare un problema devi scavare molto molto a fondo”.

12.41 – Bersani: “Questi hanno sbagliato tutto dall’inizio, il messaggio al Paese è stato sbagliato. Dovevano dire che esisteva il problema, e concentrarsi sulle riforme da fare. Invece c’è stata la politica di distrazione, di divagazione…”.

12.40 – Bersani: “Unici al mondo, abbiamo azzoppato il futuro: abbiamo dato una botta micidiale al mondo della conoscenza, unici nel mondo”.

12.39 – Bersani: “La politica del governo in questi due anni è stata improntata al lasciar scorrere questa crisi, di evitare il rischio Grecia; ma noi non siamo la Grecia! Abbiamo improntato la risposta alla crisi tutta sulla difensiva, abbiamo preso una mole di investimenti e mesa sugli ammortizzatori, cancellando ogni stimolo all’economia”.

12.38 – Bersani: “Siamo stati un vaso di coccio in questi due anni di guerra economica internazionale, abbiamo perso il doppio di quanto hanno perso i Paesi a noi più vicini”.

12.36 – Bersani: “C’è una guerra in corso sulla divisione internazionale del lavoro. Mentre da noi minacciano di chiudere i cantieri, qualcuno in giro per il mondo li sta aprendo”.

12.34 – Bersani: “La proposta di Visco, di una linearità e di una semplicità stupefacente è la seguente: paghi la finanza ciò che ha causato la finanza. Tassiamo le transazioni e le speculazioni finanziarie”.

12.33 – Bersani: “Il nostro debito pubblico è aumentato in due anni e mezzo dal 104% al 118% del PIL…ma dove cascherà questo indebitamento? Ora la UE vuole che si rientri dal debito a botte di 5 punte di PIL all’anno, ma scherziamo?”.

12.32 – Bersani: “I giornali sono ancora pieni di un partito che chiacchera su du sé invece che parlare dei problemi, e i problemi ci sono e sono ovunque: possibile che non se ne trovi qualcuno su cui farci sentire? Il tempo stringe e le nostre responsabilità aumentano”.

12.31 – Bersani: “Non ci rispettano abbastanza né gli amici né i nemici, né la stampa; ma io vi garantisco che, con calma e gesso, ci rispetteranno: l’unica condizione è che ci rispettiamo noi, e state sicuri che prima o poi ci rispettano anche gli altri”.

12.30 – Bersani inizia ricordando i caduti italiani in Afghanistan, e la necessità che la politica affronti la questione in maniera più responsabile.

12.29 – È iniziata, con qualche minuto d’anticipo sulla scaletta, la relazione di Pierluigi Bersani. In mattinata si sono succeduti molti interventi a partire dalle 10,30. Al segretario ora il compito di tirare le somme.

 

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