Riforma Moratti: cronache da un seminario

(Articolo per “Scuol@perta”)

Le cose, si sa, non sono mai semplici come le si dipingono. Prendiamo la questione intorno alla cosiddetta “riforma Moratti” sulla scuola. Sembra che nel mondo della scuola, tutti, studenti e docenti, siano fortemente critici verso questa riforma. Figurarsi a Napoli e in Campania, nota roccaforte dei “comunisti”, che giammai si lascerebbero sfuggire un’occasione per criticare l’operato del Governo. Ebbene, assistendo al “Seminario di studi sulla riforma del 2° ciclo d’istruzione”, tenutosi all’istituto alberghiero “Cavalcanti” di S.Giovanni a Teduccio, la questione apparentemente semplice si rivela contorta e spinosa. Al seminario partecipavano dirigenti scolastici e docenti della Provincia di Napoli, i loro rappresentanti di associazioni nazionali (ANP, ANDIS e CIDI) e gli assessorati alle Politiche formative provinciale e regionale. Perché non è sufficiente asserire che il mondo della scuola, anche nella Provincia di Napoli, si oppone alla riforma Moratti, anche se non manca chi, pur riconoscendone i limiti, ne scorge elementi positivi; bisogna anche capire quali sono le questioni-satelliti che orbitano attorno alla principale. Ma andiamo con ordine.

Il CIDI denuncia la destinazione di 14 milioni di euro annui alle scuole pubbliche italiane allo scopo di avviare la sperimentazione della riforma degli ordinamenti; soldi sottratti al fondo che deve sostenere la lotta al disagio ed alla dispersione scolastica. L’Unione delle Province Italiane (UPI) e lo stesso CIDI hanno sempre manifestato parere contrario a che si avviasse la sperimentazione anticipata del nuovo ordinamento, non perché non fosse giusto adeguarvisi per tempo (la riforma sarà effettiva dal 2007), ma perché un giudizio assolutamente negativo è stato dato alla riforma in sé ed al modo con cui il Governo l’avrebbe “imposta” al Paese, ignorando i pareri dei vari organi rappresentativi del mondo della scuola e mancando all’impegno preso di non voler avviare alcuna sperimentazione. Senza contare che, a voler essere realisti, è difficile che il nuovo esecutivo che uscirà dalle urne ad aprile non metterà mano alla riforma Moratti prima del 2007. La polemica si sposta dunque sulla possibilità che il nuovo Governo, una volta insediatosi, possa abrogare la riforma Moratti ed approvarne una nuova; non si può, si dice, riformare la scuola ad ogni legislatura; posizione incomprensibile, si ribatte, se si considerano i danni che la riforma Moratti effettivamente porterebbe (tra cui già si registra il recente boom di iscrizioni agli istituti liceali a danno di quelli tecnici), senza contare la precarietà delle risorse economiche, di cui spesso non si tiene conto e che invece sono il primo punto da cui partire ogni volta che si studia un qualsiasi provvedimento. Il tutto passando per l’odiosa “questione del trattino”, in cui, non si capisce a quale scopo, si richiamano continuità tra la riforma Berlinguer e la riforma Moratti (denunciando così un’unica “Berlinguer-Moratti”), senza tener conto dei contesti e dei percorsi diversi che hanno portato a quei due testi. Che il mondo della scuola superiore sia nel caos lo rivelano anche le questioni riguardanti le competenze in materia di scuola superiore, delegate, con la riforma nel 2001 del titolo V della Costituzione, alle Province. L’assessore Cortese ha denunciato il frequente rivolgersi, da parte delle scuole, all’Ufficio Scolastico Regionale o direttamente al Ministero, scavalcando così di fatto il loro interlocutore competente, la Provincia. E questo riguardava soltanto il dibattito nell’ambito della Provincia di Napoli. A livello nazionale, il muro-contro-muro istituzionale vede il il suo momento più recente nel documento ufficiale dell’UPI, riunitosi a Roma il giorno successivo al Seminario di S.Giovanni, dove si apprende che le Province non metteranno a disposizione alcuna risorsa, economica, strutturale o logistica, per la sperimentazione della riforma degli ordinamenti, e dove si richiede il ritiro del decreto ministeriale che ne prevede l’attuazione.

(20 febbraio 2006)

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