Reportage: il liceo Sbordone

(Serie di articoli per NapoliPiù, sezione “Scuola”; gli articoli pubblicati di seguito mi procurarono qualche inimicizia all’interno di quel liceo; preside e insegnanti mi accusarono di aver dato della scuola – e di alcuni docenti – un’immagine negativa; un ragazzo, amico mio, che avevo intervistato per farmi dare delle informazioni sui tornei sportivi della scuola fu ingiustamente accusato di avermi dato delle “dritte” per mettere in cattiva luce alcuni professori. Rimasi sorpreso quando mi riferirono cosa era successo, e ancor di più, quasi due anni dopo, quando scoprii di essere diventato “famoso” nella scuola dopo quell’episodio)

Questa settimana siamo andati a “scoprire” il liceo scientifico statale “Francesco Sbordone”, che si trova a via Vecchia S.Rocco, tra Capodimonte e i Colli Aminei. La struttura dell’edificio fu originariamente pensata proprio per ospitare una scuola, e si tratta di un tipo di struttura quantomeno originale che a tutt’oggi affascina, specialmente gli iscritti del primo anno. La scuola è di forma rettangolare, molto allungata, le aule e gli uffici sono disposti su tre piani. La cosa interessante è che il lungo corridoio del pianterreno è largo il doppio dei due corridoi sovrastanti, del primo e del secondo piano, dalle cui ringhiere ci si può quindi affacciare e vedere il pianterreno, mentre da questo si vede ovviamente buona parte dei due piani superiori. Non si tratta assolutamente di un edificio malsicuro, tant’è vero che dispone di robustissime fondamenta antisismiche (lo sanno persino gli studenti!), ma ci sono ancora dei piccoli problemi strutturali che creano qualche disagio, come le infiltrazioni causate da un errato calcolo delle pendenze sul tetto, e che in alcune classi formano delle piccole pozzanghere. La provincia è comunque intervenuta più volte su questi piccoli problemi, senza tuttavia risolverli definitivamente. Nonostante questo piccolo inconveniente, la scuola dispone di un vastissimo spazio aperto, dove si trovano i vari campi sportivi e persino delle corsie per le gare di atrletica, mentre lo spazio immediatamente antistante l’entrata è riservato alla sosta dei (tanti) motorini. Anche la palestra è molto spaziosa.

Il liceo Sbordone è, qualitativamente parlando, in un crescendo continuo, a detta della vicepreside prof.ssa Cicalese, soprattutto grazie alla presenza stabile, da molti anni, del preside Vittorio d’Antonio. Mentre prima era una scuola di frontiera a tutti gli effetti, ora lo è solo geograficamente. Ogni anno c’è un’enorme richiesta di iscrizioni per questo liceo, e il comune di Chiaiano ha chiesto alla scuola di mettere a disposizione una sede succursale all’interno del suo territorio per non creare disagi a quei ragazzi che, provenienti da quelle zone, e non sono pochi, hanno difficoltà a raggiugere la centrale. Il numero totale degli alunni si aggira sulle 1200 unità, e la scuola non può, per ovvii motivi, accettare nullaosta da altre scuole ad anno scolastico iniziato. Da qualche anno gli insegnanti storici della scuola sono andati in pensione, ma in compenso gli insegnanti si sono “stabilizzati” allo Sbordone, mentre prima una gran parte di loro era solo di passaggio. Nel complesso, gli insegnanti di questo liceo hanno un’età media che si aggira sui 45 anni, e questa può essere vista certamente come una cosa positiva. Uno di loro, il professor Montesano, allena la squadra di basket della scuala, che è molto competitiva nei tornei interscolastici e ha vinto vari trofei. Anche nei campionati di pallavolo lo Sbordone si è sempre distinto positivamente. Ma oltre alle manifestazioni sportive, ci sono annualmente delle iniziative organizzate unicamente dagli studenti, come il concerto di fine anno e la rappresentazione teatrale, altro fiore all’occhiello della scuola, che ha fruttato fino ad oggi molti riconoscimenti. I giovani attori dello Sbordone si esercitano nel teatro interno della scuola.

Anche se complessivamente molti studenti si dicono soddisfatti di stare in questa scuola, non c’è un vero e proprio “senso di appartenenza” quale ci può essere in altri licei storici di Napoli, come l’Umberto o il Genovesi. Il numero elevato degli iscritti fa sì che non ci sia un sentimento unitario di un gruppo omogeneo, ma che si formino molti gruppi, ciascuno col suo stile e i suoi “personaggi”.

La presidenza

Il preside del liceo Sbordone si chiama Vittorio d’Antonio. Il suo studio, grande ma non opulento, che si trova al pian terreno, è un continuo viavai di professori, genitori e studenti, che si recano da lui per le faccende più diverse (e il traffico si congestiona verso mezzogiorno, quando molti ragazzi vengono per chiedere l’uscita anticipata, in quanto maggiorenni). Sembra però che questa operosità non venga avvertita in pieno dagli studenti, che non hanno saputo riferirci granchè quando abbiamo chiesto loro un’opinione sul loro preside: “Il preside? Mah…né positivo né negativo…è un preside anonimo…cioè non anonimo…normale”. E dire che il preside d’Antonio è in carica da molti anni, il primo in pianta stabile al liceo Sbordone dopo un lungo periodo in cui si insediava ogni anno un nuovo preside. Anche la vicepreside, la professoressa Cicalese, è in carica da nove anni, e ci ha gentilmente concesso una lunga chiaccherata nel suo spazioso ufficio al primo piano, dove, come e più che in presidenza, ad una certa ora si riversano tutti quegli studenti e i loro genitori che chiedono l’uscita anticipata. Contrariamente all’impressione positiva che abbiamo avuto, sembra che la professoressa Cicalese non sia particolarmente amata dagli studenti, che anzi un po’ la temono per la sua severità. Oltre ad un collaboratore della presidenza fisso, ci sono nove “figure strumentali”, docenti che di fatto, pur insegnando a tempo pieno, di fatto collaborano con il preside nella gestione di una scuola da più di mille studenti.

I ragazzi

Al liceo Sbordone sono attualmete iscritti circa 1200 ragazzi. Una cifra notevole, che ovviamente rende difficile a qualunque studente essere conosciuto, almeno di fama, da tutti gli altri. Naturalmente ci dovrebbero essere per forza dei ragazzi conosciuti da tutti, come ad esempio i rappresentanti d’istituto. Gli intervistati, sorprendentemente, non hanno saputo dirci i nomi dei due rappresenanti in carica quest’anno (!!!) e alla seguente domanda “come mai non sapete chi sono?” ci hanno risposto candidamente che…nessuno li vede mai! Certo, probabilmente le domande sono state poste a chi di politica scolastica non si interessava granchè, però quando si scopre che durante l’assemblea d’istituto la sala diventa una specie di discoteca, con tanto di casse portate da casa, non ci si può poi tanto stupire. E le iniziative extrascolastiche? Manifestazioni, ad esempio. “C’è Martino di quinta H che organizza gli interventi della scuola sulle manifestazioni di protesta o per la pace. Quello lo conoscono un po’ tutti” Interessante. Poi c’è Luca di quinta C, la cui fama è dovuta alle feste che organizza copiose. L’ “uomo delle feste”, lo chiama qualcuno. Ed è particolarmente noto anche a molte ragazze, poiché sembra anche essere un tipo “piacione”. E le ragazze? “Non ce n’è una particolarmente conosciuta. Ce ne sono varie, conosciute perlopiù da quelli della loro sezione, ma anche da qualcun altro. Hanno tutte una loro popolarità”. In un liceo di 1200 studenti, dove si formano molti gruppi diversi, ci può stare.

I professori: i “meglio” e i “peggio”

Anche al liceo Sbordone, come in tutti i licei, ci sono insegnanti che possone risultare più o meno simpatici ai loro studenti. Per quali ragioni un professore può essere amato piuttosto che odiato (o viceversa) dai suoi alunni? Per la sua severità, certo, ma anche per come si rivolge ai ragazzi, per il  criterio di valutazione che applica, per la tendenza allo scherzo, e anche per la sua capacità di coinvolgimento nella materia trattata. I ragazzi che abbiamo ascoltato ci hanno parlato sia di prof “buoni” che di prof “cattivi”. Tra i buoni in particolare meriterebbe una menzione il professore Raffale Puca, che insegna greco e latino nella sezione Q. Si dice che durante le sue lezioni, giudicate molto positivamente, il professore non abbia nemmeno bisogno di richiamare talvolta i ragazzi  all’attenzione, visto che tutti hanno voglia di ascoltarle. Oltre ad una grande competenza ed un grande carisma, i suoi studenti ce lo hanno descritto come un professore all’occorrenza anche molto scherzoso, che instaura con tutti i suoi alunni un rapporto assolutamente sereno. Pollice in su anche per il professor Varriale, che insegna matematica e fisica nella sezione L. Figura giovanile, questo professore è una persona, ci dicono, estremamente gradevole per il suo essere confidenziale e socievole con i ragazzi. Ma non vorremmo che pensaste che in questo liceo ci sono soltanto docenti amabili e comprensivi…particolarmente temuta è la professoressa Dileva, insegnante di matematica della sezione L. Molti suoi alunni hanno praticamente il terrore delle sue lezioni, durante le quali sembra che la prof Dileva si dimostri gratuitamente “cattiva” con i malcapitati di turno. Ugualmente temuta è la prof Martinucci (italiano e latino, sez B) di cui si dice che interroghi sapendo già quale voto (in genere negativi) assegnare a quel tale ragazzo, quale a quell’altro, e che partendo da quel voto giochi al ribasso durante l’interrogazione.

Il giornalino

Questa settimana ci occupiamo del giornalino d’istituto della scuola che abbiamo preso in esame. Il liceo scientifico “Sbordone” di Capodimonte. Il giornalino in questione si chiama “l’Agorà”, ed è al suo quinto anno di attività. Responsabile del progetto è la professoressa Adele Arciello, e la redazione è composta da più di venti ragazzi, prevalentemente delle classi del triennio. L’anno scorso “l’Agorà” è stato proclamato vincitore del concorso “Wiligelmo”, tenutosi a Modena con la partecipazione di alcuni giornalisti di “Repubblica”, a riprova dei miglioramenti che lo scambio di esperienze con i ragazzi del liceo “Sannazaro” ha portato alla qualità del giornalino. Che quest’anno starebbe vivendo un periodo non proprio felice; infatti, mentre negli anni scorsi usciva con regolarità ogni due-tre mesi (quindi uscivano tre numeri all’anno) l’unico numero di quest’anno è uscito solo i primi di febbraio. Le difficoltà tecniche però nulla tolgono alla qualità del giornalino, che conta venti pagine e un gran numero di articoli sui vari argomenti. Particolarmente interessante la sezione “attualità”, quest’anno incentrata perlopiù sulle elezioni americane del 2 novembre 2004 e sul suo esito. Firmatario degli articoli a nostro avviso più interessanti dal punto di vista critico è uno studente che si firma “The Game”. Ben fatte anche la sezione dedicata alla musica, curata da Martina di quinta H e quella “cult & pulp” a cura di Fabrizio di terza H. non mancano articoli su tecnologia, internet, divertimento e (naturalmente) sport. Molto carina l’idea dell’intervista doppia a un docente e ad un alunno, sul tema della nuova legge sul fumo, in ultima pagina. In generale, pur non essendoci pagine a colori, il giornalino è estremamente ben impostato sul piano grafico, presenta articoli ordinati insieme ad un gran numero di vignette e fotografie. Complimenti ai direttori grafici Francesco Geremia e Nicola Piramide.

Il giornalino viene distribuito gratuitamente a tutti gli studenti che vogliano leggerlo.

(28 febbraio 2005)

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