Esami di stato: le prove scritte

(Articolo per NapoliPiù, sezione “Scuola”)

Le prove scritte dell’esame di stato sono ormai terminate, ed in questi giorni cominceranno le prove orali. Per avere un parere da “maturando” sulle prove svolte e più in generale sull’esame di stato in sé, ho intervistato mia sorella Noemi, che concluderà l’esame il 13 luglio con la prova orale.

Cosa pensi delle prove svolte finora? Sono state come te le aspettavi o ti sono parse più o meno facili del previsto?

Dire che sono state come me le aspettavo sarebbe impossibile. chi non ha puro terrore all’idea di affrontare l’esame di maturità? Certo, ci viene detto subito ‘non preoccuparti, è facilissimo, se hai studiato poi non te ne accorgi nemmeno’, ma qualsiasi ‘candidato’ si aspetta di dover affrontare un vero supplizio. Ho avuto molte più difficoltà per un compito durante l’anno, o in quei periodi in cui avevamo interrogazioni e prove quotidianamente. Alle prove scritte dell’esame la tensione è calata subito, e sono state decisamente accessibili.

Ritieni che il metodo di giudizio e di valutazione degli studenti sia adeguato? Cosa credi che sarebbe cambiato senza la commissione interna?

Mi pare sia opinione generale che la scuola non giudichi la persona, ma il mero impegno scolastico. Da un lato ciò è gratificante per chi sgobba per cinque anni e poi si ritrova un 100 in uscita, dall’altro non premia personalità originali e brillanti, anche se sopite in quanto chiuse in  ragazzini di sedici, diciassette anni, che invece andrebbero esaltate. I metodi di valutazione per essere più obiettivi si attengono a strette regole, che tarpano molte possibilità di eccellenza o quantomeno di risultati distinti. Questo effetto comunque viene moderato con la commissione interna che conosce il ragazzo e se anche solo indirettamente gli facilita la prova.

Sei d’accordo con quanti sostengono che questo sistema di esame di maturità sia ormai una mera formalità? Con quale spirito tu e i tuoi compagni avete affrontato le prime prove?

Penso che ogni esame finale sia una formalità. dopo cinque anni una commissione sa (o dovrebbe sapere) perfettamente quanto vale ogni alunno, e l’esame è un punto di passaggio tra scuola ed università. Riguardo allo spirito pre-esame, è dipeso molto dai modi di reagire di ognuno di noi, dai più ansiosi diventati insonni a più tranquilli che in aula non avevano neanche la penna…

(24 giugno 2004)

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