Scuola: i libri di testo

(Articolo per NapoliPiù, sezione “Scuola”)

Molti studenti oggi protestano spesso contro le loro scuole per l’inadeguatezza dei loro docenti, i difetti delle loro strutture, gli orari delle loro lezioni, il costo dei libri…già, i libri, i nostri libri di testo; al di là del loro prezzo, che per alcune famiglie si rivela davvero essere troppo esoso (ringraziamo i rivenditori di libri usati!) che cosa ne pensano i ragazzi dei testi su cui studiano? Sarebbe interessante aprire un dibattito, lanciare un sondfaggio, magari, sull’argomento, per avere una risposta. Nell’attesa, mi contenterò di esprimere quella che, da studente, è la mia valutazione. Anzitutto bisogna chiedersi a cosa serva inserire nelle liste dei libri da acquistare roba come i testi di educazione fisica (?!), di religione (?!?) o di “approfondimenti” sulla vita in questo o in quel Paese di cui si studia la lingua (costosissimi!!!); chi ha mai aperto, se non per mera curiosità, questi libri per più di due volte in tutti i cinque anni di liceo? Che io sappia, nessuno. O forse, un paio di persone. Ma allora a cosa diavolo servono? Cosa ci possono dire che l’insegnante non possa dirci?

Secondo punto: ci sono testi che al contrario sono di grande importanza e che lo studente si ritrova a dover aprire molto spesso; chiaro, ci sono prof che spiegano molte cose a voce, consentendo ai ragazzi di prendere appunti e di evitare di passare le ore piegati sui libri, ma quando questo non si verifica, non è che i testi ci siano di grande aiuto, anzi. Per quanto mi riguarda, io trovo che ci siano pochi libri in grado, se non di appassionare, almeno di avvicinare lo studente alla materia, senza annoiarlo. Il più delle volte ci troviamo di fronte libri noiosi, a volte esageratamente sintetici, altre volte incredibilmentre prolissi e complicati; qualche schema qua e là, se ci va bene, e zero illustrazioni (sembra una cretinata, ma anche nello studio l’occhio vuole la sua parte di “diletto”, e sfido chiunque a dire il contrario). Non andiamo proprio alla grande, in questo settore. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensano gli studenti che leggono questo giornale.

(3 maggio 2004)

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